Prezzi delle case: si va verso una stabilizzazione degli importi

22 giu 2018
Ma in un anno le case hanno perso il 3,5% di valore

21/06/2018 in “MutuiOnline informa”

I prezzi delle abitazioni restano la principale preoccupazione degli operatori del settore, che da molto tempo aspettano una ripresa simile a quella avvenuta per il mercato delle transazioni.

Una risposta seppur ancora debole alle attese è arrivata nel mese di maggio, quando i valori delle case di seconda mano sono rimasti stabili rispetto ai 30 giorni precedenti, attestandosi sui 1.797 euro al metro quadro.

Il dato è stato diffuso dal portale Idealista.it, che sottolinea però come l’andamento dei valori negli ultimi 12 mesi sia ancora negativo (-3,5% su maggio del 2017).

Il trend regionale e cittadino

Il prezzo degli immobili residenziali si è ridotto in 11 delle 20 regioni italiane, con i cali maggiori che si sono verificati in Piemonte (-1,9%), Sardegna (-1,3%) e Calabria (-1,2%). Dall’altro lato, si distingue la Campania, 1,4%, che segna la performance migliore insieme alla Lombardia e alla Basilicata, entrambe con un 0,5%.

La Liguria è la regione più cara, con 2.604 euro al metro quadro, seguita da Valle d’Aosta (2.447 euro) e dal Lazio (2.429 euro). Le ultime posizioni della classifica sono occupate invece dalla Calabria, 898 euro al metro quadro, dal Molise, con 1.003 euro, e dalla Sicilia, 1.119 euro.

Per quanto riguarda le città, la stabilizzazione dei prezzi si riflette nelle oscillazioni sempre più deboli di 64 Comuni sui 107 che fanno parte del campione. Le variazioni negative interessano sempre più i piccoli capoluoghi di provincia (con popolazione inferiore ai 100.000 abitanti), mentre il trend delle grandi metropoli è caratterizzato da differenze per lo più minime, come il -0,2% di Roma e il -0,7% di Napoli.

Sempre controcorrente la provincia di Milano, 0,7%, che consolida la risalita. Nella graduatoria degli importi, Venezia (4.384 euro al metro quadro) è sempre in prima fila davanti a Firenze (3.563 euro) e Bolzano (3.433 euro). Biella con 726 euro al metro è la più economica, davanti a Caltanissetta (734 euro) e Agrigento (869 euro).

Cosa influisce sulla mancata ripresa dei prezzi?

Una delle ragioni sta nel fatto che l’Italia è rimasta più indietro sotto il profilo della crescita del PIL e dell’occupazione. Questo ha fatto diminuire il potere d'acquisto delle famiglie e con il lungo periodo di stretta creditizia, ha portato la domanda a livelli molto diversi rispetto al periodo pre-crisi. Un’altra ragione dell’arresto dei prezzi è che il periodo di difficoltà post 2008 non ha creato un veloce crollo delle quotazioni, come è successo all’estero: il calo, nonostante abbia portato a perdere oltre il 25% del valore delle case, è stato più lento che altrove, comportamento che si sta replicando per la ripresa dei prezzi.

Il peso delle imposte

Nella news “Il mercato immobiliare italiano e l’inspiegabile discesa dei prezzi” abbiamo riportato in merito il commento del presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa: “ciò che opprime il settore è l'enorme carico di tassazione slegato da qualsiasi capacità reddituale, vale a dire l’IMU e da qualche anno il suo doppione Tasi. Dal 2012 le imposte versate dagli italiani per case, negozi, uffici e capannoni ammontano a circa 140 miliardi di euro. È un macigno che va rimosso, altrimenti alla ripresa dell’Italia continuerà a mancare l'immobiliare e il suo immenso indotto”.

I prezzi bassi invogliano a comprare

I valori di mercato degli immobili rendono in questo momento conveniente l’acquisto della casa. Dalla parte degli acquirenti ci sono anche le banche, che concedono mutui a condizioni e tassi che continuano a essere molto vantaggiosi. Dai dati ABI di aprile emerge un nuovo minimo per l’interesse medio sulle nuove operazioni di mutuo, l’1,85% contro l’1,88% del precedente mese di marzo (era il 5,72% a fine 2007). La migliore assicurazione che possa garantirsi il mutuatario è il prestito a tasso fisso, soprattutto se le condizioni non sono molto differenti da quelle di un finanziamento indicizzato. Il finanziamento a rata costante è dunque ancora quello preferito, visto che ha rappresentato sempre ad aprile il 72,6% dei mutui totali (dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it).

Un esempio di mutuo a tasso fisso

Ipotizzando all’11 giugno la richiesta da parte di un impiegato di 35 anni milanese per un importo di 135.000 euro a 25 anni con un valore della prima casa di 185.000 euro, la soluzione migliore secondo il portale MutuiOnline.it è quella proposta da Intesa Sanpaolo.